Stati d'Anima

2013

Dettato dall’urgenza di dare fiato ai versi che attraversano il sentire, voce di immagini che bussano alle palpebre e che, se per tacere necessitano di ri-posare sulla tela, allo stesso tempo si prestano, nella traduzione, a un primo tentativo di presa di distanza dall’interiorità autobiografica pur rimanendo strettamente collegate ad essa laddove anche le viscere vengono palesate.

“Umanità Sospesa” rappresenta l’inizio del discorso a proposito di un’umanità costretta in un complesso intrigo di cavi elettrici, imprigionata in strutture metalliche che trafiggono il suo pulsare, un’umanità innestata in strutture e articolate trame di collegamenti estranei alla sua natura, che la mostrano, seppur in catene, e che attraverso questo atto svelano la sua stessa artificialità derivante dall’adattamento al non-umano.

Attraverso la rimozione della carne in “Sistema Animascolare” il discorso si accentua ulteriormente: il cuore viene mostrato nella sua gabbia, l’umano viene ridotto al solo muscolo cardiaco che, attraversato e infilzato dai cavi di rame e stagno, si lacera sempre più ad ogni battito: l’attività che gli dà vita, lentamente gliela porta via.

Il percorso si conclude con “Alienazione” dove il corpo ha fattezze aliene ma la rassegnazione è evidentemente antropica. La velocità delle informazioni scambiate, acquisite e cestinate al minuto, l’abbondanza di input, la necessità di tenersi al passo a scapito dello stare”, rendono la molle membrana cerebrale un rigido e compatto hard disk. Di umana non c’è che la rassegnazione.

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